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29 Ottobre 2026

Il progetto “De la Route de l’Union au volontariat contractuel Insclusif” in Marocco

In queste settimane concitate in cui i giovani sono al centro del dibattito sui giornali, social e televisioni, anche noi vogliamo raccontare quello che stiamo realizzando in Marocco proprio grazie al coinvolgimento di ragazze e ragazzi. 

Breve introduzione del contesto: nel 2021 il paese ha adottato una legge che  promuove il volontariato tra i giovani (legge n°06.18)  attraverso la stesura di contratti che ne definiscono il tipo di attività da svolgere, i tempi , gli orari, la durata. Grazie  a un finanziamento dell’Unione europea OVCI ha deciso di inserirsi in questa dinamica e di dare il suo contributo.. anche perché chi meglio di OVCI che ha all’interno del suo DNA la parola – volontariato – puo’ entrare in sintonia con questa realtà? 

Il nostro progetto nasce quindi a maggio del 2025 con un titolo decisamente evocativo: “De la Route de l’Union au volontariat contractuel Insclusif” in italiano: “Dalla via dell’Unione al volontariato contrattuale inclusivo”. 

Il nome che abbiamo scelto per il progetto, nato a maggio 2025, è fortemente evocativo: “De la Route de l’Union au volontariat contractuel inclusif”, in italiano “Dalla Strada dell’Unione al volontariato contrattuale inclusivo”. 

Per capirne il senso occorre fare un piccolo passo indietro nella storia del Paese. All'indomani dell'indipendenza del Marocco, il re Mohammed V lanciò un'opera ambiziosa e altamente simbolica, la costruzione della "Strada dell'Unione", una via di comunicazione tra le montagne del Rif pensata per unire fisicamente due aree del Paese fino a quel momento divise dai domini coloniali, il nord precedentemente sotto il dominio spagnolo e il sud amministrato dai francesi. Per realizzare questa grande impresa si mobilitarono volontariamente oltre 12.000 giovani arrivati da ogni regione, lavorando fianco a fianco, trasformarono quel cantiere in un potente simbolo di coesione, cooperazione e rinascita nazionale.

Ecco quindi che grazie all’arrivo della nuova legge, con questo titolo abbiamo potuto sintetizzare quasi 70 anni di storia nazionale. 

Il nostro obiettivo, che realizziamo insieme a un bel patchwork di partner marocchini e italiani: le associazioni Casa Lahnina, Scoutisme Hassania marocaine -Tahanout, Fédération des Associations des Personnes à besoins spécifiques de Chtouka Ait Baha, Associazione La Nostra Famiglia - Istituto di Ricovero e Cura a Carattere Scientifico “Eugenio Medea (IRCCS)”,  Associazione Culturale CIP - Cinema Inclusione Partecipazione - Organizzazione di Volontariato, Club Alpino Italiano CAI UGET (Unione Giovani Escursionisti Torino) Val Pellice é quindi quello di formare 500 giovani situati in due regioni del Marocco: Marrakech – Safi e Souss Massa e di coinvolgerli in diverse attività di volontariato da svolgere nelle loro comunità. 

Dopo quasi un anno e mezzo dall’avvio già possiamo fare un primo bilancio: al momento abbiamo coinvolto 300 ragazze e ragazzi, tra i 15 e i 29 anni. Stanno seguendo diverse formazioni sulla tematica del volontariato in generale e in poi in particolare sulla loro specifica attività implementata insieme a un’associazione del territorio. 

Le numerose e svariate attività spaziano dall’insegnamento delle tecniche di primo soccorso, la rivalutazione del patrimonio culturale, attraverso l'insegnamento della danza tradizionale Taskiwin, all'accompagnamento delle madri di un douar nei pressi di Marrakech per la loro formazione alle competenze di base per conoscere i vari social e tenersi in contatto più facilmente con i loro figli all’estero. Vengono inoltre garantiti il sostegno scolastico ai bambini delle scuole periferiche e l'avvio di un gruppo di ascolto e condivisione per la ricerca di soluzioni a favore delle vittime del terremoto di Al Haouz. Si aggiungono l'accompagnamento verso l'inserimento professionale delle ragazze con disabilità del progetto PIAF, già formate in un laboratorio di pasticceria, la progettazione di un itinerario escursionistico volta alla tutela ambientale e alla riduzione dell'inquinamento, e la realizzazione di interventi inclusivi per le persone con disabilità in una comunità peri-rurale. 

Abbiamo sottoposto ai giovani un questionario per sondare le motivazioni alla base della loro partecipazione a questa iniziativa. Dall'analisi delle risposte emerge un quadro articolato, in cui la spinta al volontariato si struttura attorno a quattro pilastri fondamentali. In primis, la forte inclinazione verso il miglioramento personale e la formazione continua, guidata dall'acquisizione di nuove competenze e dallo scambio con esperti del settore. A questa si affianca un profondo altruismo, mosso dal desiderio autentico di aiutare il prossimo, fare del bene e generare un impatto positivo e duraturo nella comunità. Si aggiungono poi la componente relazionale, caratterizzata da condivisione, lavoro di squadra e networking, e infine il valore dell'esperienza diretta. Quest'ultima nasce spesso da eventi di crisi, come il terremoto di Al Haouz, o da modelli di riferimento familiari e sociali, capaci di trasformare il senso del dovere civico e l'amore per il proprio Paese in un'azione concreta. 

Citando il titolo del bellissimo film di Marco Tullio Giordana, stiamo vedendo la Meglio Gioventù del Marocco mettersi al servizio delle proprie comunità con un’energia, una dedizione e un entusiasmo davvero contagiosi. Tra danza Taskiwin, laboratori di pasticceria, trekking ecologici e lezioni di social media per le mamme, questi ragazzi stanno dimostrando che la voglia di fare del bene non ha confini e, soprattutto, non va mai fuori moda. 

Alessandra Braghini, Rappresentante Paese OVCI Marocco

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