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17 Marzo 2026

Il valore del Servizio Civile: la storia di Nicolò

Mi chiamo Nicolò, ho 26 anni e quest’ultimo anno è stato per me un periodo di grandi cambiamenti e di nuove ripartenze. Sono arrivato al Servizio Civile con OVCI, attraverso il progetto del CSV Imparare per Crescere, in un momento della vita in cui sentivo il bisogno di fermarmi e rimettere ordine dopo una grave perdita familiare. Avevo la necessità di staccare la spina dal quotidiano e trasformare un momento di difficoltà in qualcosa di utile per gli altri e il Servizio Civile è diventato esattamente lo spazio giusto per riuscirci. 

Il mio percorso è sempre stato un incrocio di passioni diverse che, in questo anno, hanno trovato un punto di contatto. La cucina è stata la mia prima strada: mi sono formato all’Enaip di Como e ho lavorato in contesti molto differenti, dai ristoranti stellati alla realtà di Enervit, fino a una comunità a Cantù. È una passione che non ho mai abbandonato e che continuo a coltivare nel fine settimana, aiutando nel ristorante di famiglia.

Accanto ai fornelli, però, c’è sempre stato il mondo del soccorso: sono attivo nel settore sanitario, nella Protezione Civile e nell’Associazione Nazionale Carabinieri, perché ho sempre sentito il bisogno di esserci quando c’è da dare una mano concreta. Proprio grazie a queste competenze tecniche, quest’anno ho vissuto anche l’esperienza incredibile di partecipare come tecnico TLC alle Olimpiadi Invernali 2026. Essere dentro la macchina organizzativa di un evento così grande è stato emozionante, eppure, nonostante il prestigio di certi palcoscenici, i momenti più profondi del mio anno li ho vissuti "sul campo" a Ponte Lambro. Grazie a OVCI ho avuto l'opportunità di essere inserito nel Progetto Rondini de La Nostra Famiglia, dove ho potuto affiancare ragazzi con disabilità portando la mia esperienza pratica nei laboratori di cucina e nelle attività motorie. Vedere l’incontro autentico con loro è stato l'aspetto che mi ha segnato di più. Allo stesso modo, è stato importante il lavoro fatto nelle scuole che ho visitato con OVCI: lì ho cercato di trasmettere ai più giovani il valore del volontariato, portando la mia testimonianza diretta. Queste due esperienze, così diverse tra loro, mi hanno insegnato la stessa cosa: non serve necessariamente essere uno chef stellato o un tecnico esperto per fare la differenza nella vita di qualcuno. A volte, il valore più grande che puoi offrire è la tua presenza, la semplicità di un gesto e la voglia di metterti in gioco davvero.

Durante i mesi di servizio ho cercato di raccontare questa realtà anche agli altri, partecipando ai banchetti informativi a Bosisio Parini e Ponte Lambro, o portando la mia testimonianza nelle scuole e all’Università Statale di Milano per far conoscere il lavoro di OVCI. Mi sono sporcato le mani nelle campagne di Natale e Pasqua e nell'organizzazione di eventi come la cena di raccolta fondi per il Marocco, cercando sempre di coinvolgere nuove persone. Certo, non sono mancati i momenti di fatica o i confronti accesi con alcuni colleghi, ma anche quelli sono stati passaggi necessari: mi hanno insegnato a mediare e a capire cosa significhi davvero lavorare in gruppo. Oggi porto con me una consapevolezza semplice, ma vera: il volontariato non è solo regalare un po’ del proprio tempo, ma è costruire relazioni e provare, nel proprio piccolo, a lasciare qualcosa di buono.

OVCI per me è stata una scuola di vita che mi ha dimostrato come, anche nei momenti più difficili, si possa sempre ricominciare mettendo i propri talenti, che siano un mestolo, una radio o una divisa, al servizio di chi ci sta accanto.

Nicolò Pellerani - volontario in Servizio Civile Universale

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