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27 Gennaio 2026

Due sguardi sull’esperienza di tirocinio a Pechino

Cina

Fare esperienza di riabilitazione in un contesto internazionale significa mettersi in ascolto, confrontarsi e crescere, professionalmente e umanamente.
La sede OVCI di Pechino è da anni un luogo di incontro tra competenze diverse, culture lontane e un obiettivo comune: migliorare la qualità della vita dei bambini e delle bambine con disabilità e delle loro famiglie.

In questo contesto si inseriscono i percorsi di tirocinio e stage, occasioni di formazione sul campo e di scambio reciproco. Le testimonianze che seguono raccontano l’esperienza di due tirocinanti, uno in fisioterapia e uno in terapia occupazionale, che hanno vissuto la quotidianità della sede da punti di vista differenti, condividendo sfide, apprendimenti e relazioni costruite nel tempo.


 

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Frequento il terzo anno del corso di laurea in Fisioterapia della scuola universitari professionale della svizzera italiana e da alcuni mesi sto svolgendo un tirocinio formativo presso OVCI, unica ONG italiana iscritta in Cina con sede a Pechino, specializzata in riabilitazione pediatrica. Lavorare in un contesto così internazionale ha rappresentato per me un’opportunità unica per confrontarmi e crescere sia professionalmente sia personalmente.

La struttura in cui opero accoglie bambini con diverse condizioni neuromotorie, tra cui paralisi cerebrale infantile, ritardi globali dello sviluppo. Il lavoro quotidiano si svolge fianco a fianco con un team di terapiste cinesi. In particolare, io lavoro a stretto contatto con due fisioterapiste del centro che mi hanno guidato fin dal primo giorno nell’inserimento nel percorso terapeutico dei piccoli pazienti assieme al supporto di Celestina (responsabile tecnica).

Ciò che mi ha colpito maggiormente è il modo in cui la dimensione culturale si intreccia con la pratica clinica.

Le terapiste locali possiedono una forte sensibilità verso il coinvolgimento delle famiglie (forse in maniera esagerata in alcuni casi) e una particolare attenzione alla relazione terapeutica, aspetti che forse noi spesso tralasciamo e che ho imparato a valorizzare sempre di più. A mia volta, ho potuto contribuire condividendo alcune tecniche apprese durante la mia formazione, instaurando così un vero scambio bilaterale.

Spesso, durante questi mesi, mi sono fatto domande sull’utilità delle sessioni di terapia, ma proprio il confronto con le due fisioterapiste cinesi e l’osservare i progressi dei bambini, anche i più gravi, mi ha ricordato quanto la fisioterapia possa essere uno strumento per migliorare la qualità della vita.

Questo tirocinio in Cina non rappresenta per me solo un’esperienza formativa, ma un percorso che mi ha insegnato l’importanza del dialogo e dell’apertura nella pratica riabilitativa.

Luca Montagna - Tirocinante in Fisioterapia con OVCI LA NOSTRA FAMIGLIA E.T.S. (Pechino)


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Nel mese di settembre 2025 ho iniziato il mio stage a Pechino presso l’ONG italiana OVCI LA NOSTRA FAMIGLIA E.T.S. , un’organizzazione che opera nell’ambito della riabilitazione dell’età evolutiva e nella formazione del personale che lavora con bambini con disabilità.

Le prime settimane sono state dedicate all’introduzione al contesto: Riccardo Tagetti, Rappresentante Paese di OVCI, insieme alle volontarie del Servizio Civile Ilaria, Greta, Ilaria e Linda, mi hanno illustrato il ruolo dell’organizzazione e il funzionamento dei servizi nel contesto storico-culturale cinese, con particolare attenzione alla concezione locale della disabilità. Allo stesso tempo, grazie al loro supporto, ho potuto orientarmi più rapidamente nella città e nella vita quotidiana.

Durante questo periodo introduttivo ho seguito diverse formazioni interne sulle principali casistiche e patologie presenti nel centro OVCI di Pechino, tenute da Celestina Tremolada, Responsabile Tecnica OVCI. Inoltre, ha svolto anche le formazioni specifiche legate alla terapia occupazionale, fornendomi un inquadramento chiaro e approfondito del ruolo dell’ergoterapista all’interno del centro.

Terminate le prime settimane, ho iniziato ad affiancare le terapiste cinesi durante le sedute riabilitative. La difficoltà maggiore che ho dovuto affrontare è stata la barriera linguistica, presente sia nell’ambiente lavorativo sia nella vita quotidiana. Al di fuori delle terapiste, infatti, poche persone parlavano inglese. Questo ha inizialmente rallentato molte attività, costringendomi a ricorrere frequentemente al traduttore del cellulare. Con il tempo, tuttavia, ho imparato alcune parole chiave utili per comunicare i bisogni essenziali.

La barriera linguistica ha influenzato il mio ruolo durante i trattamenti, poiché nelle prime fasi ho assunto principalmente una posizione di osservatore. Questa situazione, se da un lato ha limitato la comunicazione verbale, dall’altro mi ha permesso di sviluppare maggiormente le capacità di osservazione, fondamentali per la pratica ergoterapica.

 In alcune occasioni ho potuto partecipare attivamente alle attività proposte dalle terapiste e interagire con i bambini, adattandomi a modalità comunicative non verbali. Ho inoltre preso parte a sedute condotte da altre figure professionali del centro, favorendo un approccio interdisciplinare e lo scambio di competenze tramite momenti formativi condivisi.

Durante lo stage ho avuto anche l’opportunità di partecipare, insieme a Riccardo e alle volontarie, a un evento organizzato dall’Istituto Culturale Italiano. Pur non essendo direttamente collegato alla mia formazione professionale, si è rivelato un evento particolarmente interessante.

Un aspetto che ho particolarmente apprezzato è stato il tempo trascorso con il team anche al di fuori del contesto lavorativo. In diverse occasioni abbiamo condiviso pasti con pietanze tipiche cinesi o pechinesi, momenti che si sono rivelati preziosi per conoscerci meglio e per scambiarci esperienze e aneddoti legati alla nostra permanenza in Cina. Inoltre, durante i fine settimana ne abbiamo approfittato per andare spesso a visitare insieme diverse attrazioni di Pechino.

Per concludere volevo dire che mi ritengo molto soddisfatto e sono contento di aver avuto l’opportunità di poter vivere questa esperienza in Cina, in quanto mi sono confrontato in una realtà diversa dalla mia, diverse abitudini e routine, una cultura e una tradizione differente e nonostante le difficoltà iniziali sono riuscito ad ambientarmi bene.

Daniel Zotti - Tirocinante in Terapia Occupazionale con OVCI LA NOSTRA FAMIGLIA E.T.S. (Pechino)

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