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28 Gennaio 2026

Dall'università al campo: la mia esperienza con OVCI in Marocco

Marocco

Il canto mattiniero del muezzin inaugura puntuale un nuovo giorno. Per le strade un turbinio di automobili si rincorre veloce ed impaziente davanti agli occhi cauti di donne e uomini al loro ultimo sorso di tè caldo, ancora schiumante. Le vie labirintiche di una medina praticamente insonne si snodano fra mura possenti e protettive, in un intreccio di colori e di profumi che inebriano anche i passanti più restii. Una brezza salmastra indispettisce i veli reverenti e solletica le inconfondibili bandiere rosse che si stagliano su un cielo che promette spesso il sole. È Rabat, una città dove passato e tradizione si uniscono alla modernità, un distillato del patrimonio marocchino. OVCI LA NOSTRA FAMIGLIA E.T.S. ha sede anche qua, dove da venticinque anni assiste e promuove iniziative a favore specialmente di bambini e giovani in situazioni di vulnerabilità e delle loro famiglie.

L’associazione è stata per me scuola e punto di riferimento nello svolgimento di un tirocinio curricolare, mossa dal desiderio di approfondire e familiarizzare con il complesso mondo della cooperazione internazionale e dei diritti umani.

Dopo anni trascorsi sui libri a fantasticare sul mio futuro, avventurarmi all’estero in un’esperienza sul campo è stata probabilmente la scelta migliore che potessi fare. Si legge, si ripete, si passano esami, ma non si trova né scritto in alcun tomo, né spiegato dai più colti docenti che cosa effettivamente significhi e implichi intraprendere una certa carriera, di che tipo di lavoro si tratti realmente, ed un’esperienza pratica è la risposta più autentica e concreta a dei quesiti altrimenti astratti.

articolo valentina proserpio 2

Mi sono rivolta ad OVCI perché desideravo fare del mio tirocinio un’esperienza utile e formativa, valorizzandolo al di là dell’onere universitario che rappresentava. La cooperazione internazionale è una strada percorribile, a più corsie, ma della quale non avevo una percezione concreta. Volevo saggiare il ruolo di Capo Progetto, osservare in che cosa consistesse la stesura di un piano di intervento, la sua applicazione, il suo monitoraggio e tutto quanto vi orbita intorno. Affiancata ad un Capo Progetto, nonché Desk Officer, ed un’assistente tecnico, ho preso parte a varie attività volte a supportare il funzionamento dell’organizzazione, impegnata nella progettazione, implementazione e supervisione di progetti pensati per promuovere il riconoscimento dei diritti e l’inclusione delle persone più fragili all’interno della società. All’insegna di un programma molto ricco ma entusiasmante, per un mese sono stata coinvolta nel progetto “Scuola Aperta: alleanze educative per l’inclusione”, che mira a promuovere e garantire un accesso equo ad un insegnamento inclusivo e di qualità a circa cinquecento bambine e bambini con disabilità selezionati in cinque regioni marocchine. Tra settimane trascorse in missione attraverso il Marocco, giornate in ufficio a Rabat, e qualche serata al cinema per onorare il festival Handifilm, ho avuto modo di conoscere OVCI, il suo funzionamento, i valori e i principi che la guidano e le figure che la animano con energia, determinazione e umanità. 

Non posso dirmi che soddisfatta di aver incontrato OVCI e dell’opportunità che mi ha offerto, e riconoscente verso tutte le persone che hanno contribuito, seppur nel loro piccolo, ad indicarmi la strada. Sono rimasta piacevolmente stupita da come mi sia sentita fin da subito a mio agio nell’ambiente di lavoro e con i colleghi, che si sono dimostrati accoglienti, cordiali e disponibili nonostante fossi un’estranea alle prime armi con il francese e con la cooperazione internazionale. È questo versante umano, fatto di vite, interazioni e trascorsi personali, che hanno reso l’esperienza, seppur breve, intensa ed indimenticabile. Con un bagaglio di storie condivise, consigli trasmessi e spunti professionali, ritorno a casa con una maggiore consapevolezza, una rinnovata voglia di scoprire, imparare e mettermi in gioco. Al di là delle incertezze che indugiano e delle scelte che verranno, questa esperienza ha rappresentato un passaggio significativo del mio percorso, uno di quelli che, una volta compiuti, non si mettono in discussione. Quanto è certo è che, tornassi indietro, sceglierei di nuovo OVCI in Marocco.

Valentina Proserpio - tirocinante Università degli Studi di Milano

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