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29 Gennaio 2026

Caschi Bianchi e Water Therapy a Guangzhou

Cina

Il nostro arrivo a Pechino è stato un turbinio di emozioni; il tempo di sistemare i bagagli, scaricare l’ennesima app e imparare a districarci tra le file infinite di biciclette della capitale cinese, che il nostro OLP, Riccardo Tagetti, e la Direttrice Tecnica di OVCI, Celestina Tremolada, ci propongono un’opportunità inaspettata: “Volete prendere parte alla ‘Nona Conferenza per le Persone con Osteogenesi Imperfetta’ organizzata da China Dolls in collaborazione con OVCI Our Family China, che si terrà a Canton, oggi Guangzhou, la prossima settimana?”. Uno sguardo d’intesa e una risposta unanime: “Assolutamente sì!”.  Riprepariamo così i bagagli appena disfatti e, dopo un training teorico e pratico sulla water therapy, il focus dell’intervento e del workshop tenuto da Du nainai (杜奶奶, “Nonna Du” come è affettuosamente conosciuta Celestina in Cina), eccoci di nuovo in volo, questa volta con destinazione Guangzhou, capoluogo della provincia del Guandong, pronte a partecipare a questo grande evento. 

Ma cos’è l’osteogenesi imperfetta? Si tratta di una malattia genetica rara che colpisce il tessuto osseo, rendendolo estremamente fragile e soggetto a fratture anche in seguito a traumi minimi. Creare spazi di dialogo su questa malattia è indispensabile per promuovere un approccio più consapevole alla cura e alla riabilitazione. Pertanto, la conferenza, svoltasi dal 7 al 10 agosto, ha visto la partecipazione di medici, terapisti, famiglie e persone con osteogenesi imperfetta provenienti da diverse zone della Cina, riunite per confrontarsi attraverso tavole rotonde, interventi, workshop e momenti informali. Particolarmente apprezzato l’intervento di Celestina, che ha sottolineato l’importanza della riabilitazione nel supporto alle persone con disabilità, illustrando e poi dimostrando gli effetti positivi della water therapy. Come evidenziato durante l’intervento, le attività in acqua permettono di sviluppare la forza muscolare, rafforzare la coordinazione motoria e migliorare la capacità respiratoria delle persone con osteogenesi imperfetta; oltre a conferire a quest’ultime una maggiore libertà di movimento, grazie a un ambiente, quello acquatico, che riduce il rischio di farsi male e infonde maggiore fiducia nello sperimentarsi. 

Per noi volontarie, al solo inizio di questo anno di Servizio Civile, è stato un piacere partecipare a questo evento ricco di condivisione, spunti di riflessione e presa di coscienza delle diverse concezioni della disabilità in Cina e in Italia. 

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Per me, Linda, è stato particolarmente interessante osservare come la disabilità venga percepita in Cina, sia da chi la vive in prima persona che dalle famiglie. In relazione al nostro workshop, mi ha colpita soprattutto il cambiamento visibile nei corpi e, ancor di più, negli sguardi di chi vi ha preso parte: il timore iniziale si è trasformato, in appena un’ora e mezza, in serenità e divertimento. 

Io, Greta, aggiungerei che la water therapy è stata un esercizio di relazione e un dono di possibilità, ancora prima di essere un momento “terapeutico”. D’altronde, chi si occupa di riabilitazione e di promozione dell’inclusione sociale, deve saper adottare uno sguardo più ampio, che guardi prima alla persona e poi alla sua difficoltà, coltivando e diffondendo uno stile personale e professionale basato sull’empatia, la relazione e le pari opportunità. 

Per noi, Ilaria G. e Ilaria T., si è trattata di un’occasione per conoscere una Cina diversa, poco raccontata in Italia. Abbiamo avuto modo di partecipare attivamente al workshop di water therapy e, nonostante la conoscenza del cinese ci agevolasse nella comunicazione, abbiamo scoperto un linguaggio completamente nuovo, fatto di gesti, sguardi e attenzioni delicate, che ci hanno fatto comprendere a fondo il lavoro di OVCI in Cina attraverso la terapia pratica e la cura empatica. 

Per concludere, questa esperienza ci ha ricordato che il supporto alle persone con disabilità non si deve limitare all’ambito medico, visite, interventi, terapie, ma deve includere anche la prevenzione e promuovere una reale inclusione sociale. In questa prospettiva si inserisce l’impegno di OVCI in Cina, portato avanti insieme ad altre ONG e associazioni locali: un lavoro quotidiano che mira a garantire alle persone con disabilità non solo l’accesso alle cure, ma anche opportunità concrete per una vita più autonoma, piena e comunitaria. D’altronde, per citare un leitmotiv che ha attraversato l’intera conferenza: “Insieme, rendiamo possibile il cambiamento!” (Zai yiqi, rang gaibian fasheng 在一起,让改变发生!).

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