monica con cinese

Il mio impegno con OVCI la Nostra Famiglia è nato da una rinuncia, più di venti anni fa: per diversi motivi, una persona cinese che era già stata individuata per andare al Centro della Croce Rossa Cinese di Fang Shan come facilitatore linguistico declinò l’incarico. Mi trovavo già a Pechino, ed il coordinatore del Centro (Martino Roia, missionario severiano) mi chiese se fossi disponibile per assumere questo servizio. 

Del Centro conoscevo qualcosa… Tre anni prima, mentre mi trovavo a Taiwan per lo studio della lingua cinese, ero andata in Giappone a trovare il Bonzo Furukawa (uno degli ispiratori del Centro, insieme al missionario severiano Franco Sottocornola) e la sua famiglia. In cinese si direbbe “you yuanfen”… c’era come un destino. Dell’associazione "La Nostra Famiglia" sapevo qualcosa perché in Italia, nella mia provincia, tante persone si riferiscono al Centro di Bosisio Parini. Ho potuto quindi conoscere qualcosa anche dell’impegno che OVCI la Nostra Famiglia si era assunto in Cina, e il giorno dopo la richiesta ho risposto di sì. 

È stato l’inizio di un servizio che si è concluso alla fine di marzo di quest’anno: un periodo lungo e significativo, che certamente ha lasciato un segno nella mia vita, per il quale ringrazio di aver detto quel sì, cambiando programmi già delineati. Insieme agli altri volontari ho avuto il privilegio di poter condividere l’esperienza di Fang Shan fino alla sua conclusione. Nelle varie vicissitudini che l’hanno accompagnata credo siano state messe alcune radici importanti, ad esempio la necessità di ascolto dei bisogni e la capacità di adattamento alle circostanze

A Fang Shan è seguito quasi un anno di ricerca di nuove partnership, che ha portato poi alla collaborazione con la Federazione del Distretto di Xicheng (Pechino) ed alla nascita del Centro di servizi successivamente preso in carico dalla NGO locale Womende Jiayuan, il cui sviluppo ha costituito un’altra tappa fondamentale dell’esperienza di OVCI in Cina. Sono stati anni caratterizzati anche da un ampliamento della nostra azione su tutto il territorio nazionale, a motivo delle molte richieste ricevute da parte di un numero sempre maggiore di enti interessati all’approccio globale alla riabilitazione proposto da OVCI e dalla NGO cinese Womende Jiayuan. 

Cina Centro nel JiangshuCredo che questi anni si sia delineato il ruolo di OVCI come punto di riferimento per il dialogo su quello che ruota attorno alla persona con disabilità: i diritti, la famiglia, le proposte di interventi precoci e professionali, gli ausili, l’inclusione scolastica e lavorativa etc. Talvolta, in questi anni, si è trattato di mettere l’asticella un pochino più in alto rispetto a quanto si verificava attorno a noi.

Devo riconoscere, e lo faccio per aver vissuto direttamente questa esperienza, che ciò non ha compromesso il dialogo con la realtà locale, ma anzi, proprio per questo l’impegno di OVCI è stato da molti ancor più apprezzato e riconosciuto: nelle occasioni più diverse, ci hanno detto che OVCI rende visibile un impegno che pone al centro la cura e la presa in carico globale della persona con disabilità e della sua famiglia, per promuovere una reale inclusione. Questo approccio, condiviso dalla NGO locale Womende Jiayuan e da altri partner, viene incontro alla sensibilità sociale maturata in Cina in questi ultimi vent’anni in relazione ai diritti delle persone con disabilità, sensibilità accompagnata anche da investimenti e politiche più rispondenti ai loro bisogni. Lavorare insieme a tanti altri in questa direzione, creando rapporti di fiducia e di stima reciproci, anche nei momenti di difficoltà che in questi anni non sono mancati, è lo stile che ha caratterizzato l’azione di OVCI. 

Questa convergenza ha reso possibile completare, nell’agosto del 2017, la registrazione ufficiale di OVCI in Cina, secondo la legge sulle NGO straniere entrata in vigore in quell’anno: un altro momento fondamentale della nostra avventura cinese! 

In occasione dell’ultima visita alla Pubblica Sicurezza pochi giorni prima del mio rientro in Italia, abbiamo saputo che - su quasi 180 organizzazioni registratisi a Pechino dall’entrata in vigore della legge - OVCI è stata l’unica a chiedere di ritirare il proprio Certificato insieme ad alcuni rappresentanti dei partner e dei beneficiari. Se da una parte siamo rimasti sorpresi da questo fatto, dall’altra credo che nessun’altra modalità avrebbe potuto esprimere concretamente il nostro spirito. Siamo in Cina, infatti, per offrire un servizio con e per la realtà locale: sul Certificato c’è scritto il nome di OVCI, ma quest2018 Monica M al 10 congresso neuroriabilitazione Indiao documento non appartiene solo ad OVCI... 

Sempre durante questa visita, ci veniva ricordato il nostro motto: “Fare bene il bene”. E’ bellissimo sentirlo ripetere da altri, come qualcosa di significativo e caratterizzante, con l’invito ad esservi sempre fedeli.

È stato per me un onore aver preso parte all’avventura di OVCI in Cina, insieme a tutti gli altri volontari, ai servizio civilisti, ai professionisti venuti in missione per i corsi, al personale presso la sede centrale e a quanti in moltissimi modi ci hanno sostenuto e continueranno a sostenerci. Non fate mancare mai questo sostegno, perché questa avventura ha davanti a sé nuove e meravigliose pagine.. Scriviamole insieme! 

Monica Mongodi, precedente Rappresentante OVCI in Cina

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