Dopo un lungo periodo di guerra civile con il Nord del Sudan, nel 2005 vengono firmati gli accordi di pace. In seguito al referendum popolare del 9 gennaio 2011, il 98% della popolazione si era espressa per l’indipedenza, che verrà proclamata con grande festa il 9 luglio 2011.

Nasce così il 54° Stato africano, denominato SUD SUDAN.

Juba (capitale dell'attuale Sud Sudan), è la prima città in cui OVCI ha iniziato i propri interventi a favore dei bambini con disabilità. Nel 1983 in quello che allora era il Sudan, OVCI ha risposto alla richiesta di Monsignor Baroni (allora Vescovo di Khartoum) di occuparsi dei bambini con disabilità, costruendo il primo Centro pediatrico polivalente USRATUNA (la Nostra Famiglia in lingua araba), dove i bambini con disabilità potevano ricevere assistenza riabilitativa e di educazione di base.

A maggio 1983, poco dopo l’arrivo dei volontari a Juba, è scoppiata la seconda fase della guerra condotta contro il Governo sudanese dall’Esercito di Liberazione del Sud Sudan (SPLA), comportando la riduzione delle attività avviate.

A causa delle precarie condizioni sanitarie, nel 1989 - alle attività prettamente riabilitative del Centro - OVCI avvia anche un Dispensario Pediatrico.

A gennaio 1990, l'Ambasciata italiana ha evacuato tutti i volontari laici.

Tra il 1990 e il 1992, la guerra civile tra il Nord e il Sud del Paese ha costretto l'Organismo a sospendere temporaneamente le attività socio-riabilitative del Centro Usratuna, accogliendo più di tremila persone di diverse etnie, dando vita ad una serie di attività dirette alla salute di base, che non sono mai state interrotte – nemmeno durante i periodi più duri della guerra civile in corso nel Sud Sudan.
Durante tutto questo periodo, grazie ad alcune volontarie che si erano trasferite a Khartoum, OVCI ha continuato a sostenere il personale locale attraverso sporadiche visite in loco (quando era possibile ottenere i permessi delle autorità sudanesi) e attraverso l’invio di aiuti di emergenza. OVCI è stata l’unica ONG rimasta in Sud Sudan dopo l’evacuazione di tutte le Associazioni Umanitarie che vi operavano.

Finalmente, con la firma del trattato di pace del 2005, OVCI ha potuto continuare con i programmi previsti dai progetti attivati e con nuovi interventi rivolti a bambini con disabilità, in collaborazione con l'Arcidiocesi Cattolica di Juba - nostra controparte locale.

Nel 2007, la sezione socio-riabilitativa si arricchisce con un sistema di riferimento di bambini presso il CoRSU Hospital in Kampala e il Cure Hospital in Mbale in Uganda (con cui OVCI ha stilato apposite convenzioni) per realizzare interventi di chirurgia plastica, ortopedica e di neurochirurgia. Interventi ancora oggi non realizzabili in Sud Sudan.

Inoltre viene avviato un programma di Sviluppo Inclusivo su Base Comunitaria per poter raggiungere anche le famiglie più lontane. Ad oggi OVCI copre Juba town, i distretti di Munuki e Kator. 

Riconoscendo la grande esperienza di OVCI nel settore della riabilitazione, i suoi 28 anni di presenza nel Paese, nonché l'esperienza formativa con l'Afhad University di Khartoum (Sudan), il Ministero degli Affari Sociali del Governo del Sud Sudan ha chiesto all'Organismo di dedicarsi alla ricostituzione e allo sviluppo post bellico del sistema socio-sanitario ed educativo del suo territorio.

All’interno del terreno del St. Mary’s College (situato vicino al Compound di Usratuna), nel Marzo 2009 è stato inaugurato e avviato il primo corso di Laurea in Scienze Riabilitative e il 2 ottobre 2014 ha ricevuto il Decreto Ministeriale di riconoscimento da parte del Ministro dell’Educazione.

Oltre al continuo riaccendersi di alcuni focolai di conflitto al confine con il Sudan, il 13 dicembre 2013 un tentativo di colpo di Stato ha creato una violenta spaccatura all’interno dell’SPLM (Sudan People’s Liberation Movement), che ha innescato altri anni di guerra civile in diversi Stati Federati del Paese.

Nel 2015 il governo del Sud Sudan ha ratificato la convenzione internazionale sui diritti delle persone con disabilità.

Allo scadere dei 5 anni dall’indipendenza del Sud Sudan, l’11 luglio 2016, si sono verificati nuovi gravi scontri a Juba, che hanno costretto Riek Machar, Vice Presidente del Sud Sudan e leader della fazione dell’SPLM “In Opposition”, a fuggire dalla capitale trovando rifugio nei Paesi limitrofi. Il personale espatriato OVCI è stato evacuato per più di un mese, perché le condizioni della capitale non permettevano una permanenza sicura.

Attualmente sono attivi i seguenti impegni:

  • Gestione Centro Usratuna: Centro di Riabilitazione Usratuna (Servizio di Assistenza Sociale, Fisioterapia -con annessi invii di pazienti in Uganda per interventi chirurgici- Logopedia), Servizio pre-scuola, Programma Nutrizionale e Dispensario, Servizio epilessia, Officina Ortopedica.
  • Il riferimento per i bambini presso il CoRSU Hospital in Kampala e il Cure Hospital in Mbale (Uganda) per interventi di chirurgia plastica, ortopedia e neurochirurgia. 
  • E’ inoltre in corso un progetto di ricerca sulla diagnosi e la cura della Nodding Syndrome, una patologia disabilitante molto grave, presente soltanto in alcune zone dell’East Africa, caratterizzata da epilessia e disabilità cognitiva. I bambini con questa patologia neurologica sono seguiti presso il dispensario di Juba dagli operatori locali supervisionati dagli esperti dell’Istituto Scientifico E. Medea italiano.

sud sudan: impegno riabilitativo

sud sudan: impegno educativo

sud sudan: impegno sanitario

  • Impegno emergenza sanitaria: interventi nei campi profughi IDP di Juba mediante la Clinica Mobile che offre servizi sanitari di base, sia per la distribuzione di farmaci, che per prestazioni infermieristiche e riferisce i pazienti visitati che presentano particolari patologie ai servizi sanitari deputati. È un servizio essenziale, soprattutto per le fasce più vulnerabili della popolazione (donne, bambini, anziani e persone con disabilità), perché è l’unico servizio attivo in tutto lo Stato del Jubek e permette di raggiungere una fetta di popolazione che altrimenti non avrebbe accesso alle prime cure.

sud sudan: impegno sanitario

  • Programma di Sviluppo Inclusivo su Base Comunitaria-SIBC (precedentemente denominata Riabilitazione su Base Comunitaria-CBR), basata su 5 componenti: sanitaria, educativa, sociale, sostentamento, empowerment-sostenibilità. Il programma di riabilitazione viene realizzato in tre Municipalità della città di Juba: Kator, Munuki e Juba Town, oltre a coinvolgere alcuni IDP Camp.

sud sudan: impegno SIBC

  • Formazione Universitaria: Mary’s College: continua la formazione di fisioterapisti, mentre il corso di laurea per insegnanti è gestito da AVSI ed è nello stesso compound. Un incontro ufficiale con il Ministro della Sanità ha permesso di riconoscere ufficialmente la figura del Fisioterapista tra le professioni sanitarie in Sud Sudan, spianando la strada per la costituzione di un apposito Comitato che ne definisca il ruolo nei Piani socio-sanitari del Paese.

sud sudan: impegno università

 

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