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aggiornamento JUBA 1aggiornamento dicembre 2020

Da luglio il progetto ha raggiunto più di 300 famiglie in cui vivono persone o bambini con disabilità, supportandole con articoli per l'igiene, sensibilizzazione alla salute e Sviluppo Inclusivo su Base Comunitaria.

Ogni famiglia ha ricevuto sapone, cloro, un secchio con rubinetto per lavarsi le mani, maschera e zanzariere.

Numero di beneficiari 1203

Ogni quartiere è stato dotato di due smartphone che formano una rete di dieci smartphone. I dispositivi sono stati distribuiti al reparto di nutrizione Usratuna, al centro di riabilitazione Usratuna e al laboratorio ortopedico. Sono stati forniti anche due tablet al team di educazione inclusiva SIBC. Possono così raggiungere i tanti ragazzi con disabilità, relegati a lungo in casa. Con l'aiuto di queste tecnologie è possibile stimolare bambini e giovani con attività di educazione inclusiva.

In tutte e tre le sedi dove lavorano gli operatori SIBC, è stato necessario apportare modifiche strutturali per garantire che i lavori si svolgessero in totale sicurezza. Ogni stanza è stata dotata di attrezzature per il lavaggio delle mani e sufficiente sapone e disinfettante per le mani. Gli spazi esterni sono stati predisposti con sedie in numero sufficiente per garantire che i pazienti in attesa rispettassero le distanze di sicurezza.

Volendo estendere la copertura della campagna di sensibilizzazione, oltre alla programmata sensibilizzazione alla salute, visite domiciliari alle famiglie dove vivono persone con disabilità e talk show radiofonici abbiamo raggiunto tutti i responsabili locali di progetto e le scuole con cui, come OVCI, collaboriamo.

Durante ogni sessione le persone hanno ricevuto informazioni su come riconoscere I sintomi del COVID19 e su come prevenirne la diffusione. Sono sempre state illustrate le strategie di prevenzione più semplici.

Da luglio, il progetto ha supportato il rinvio di pazienti a e da varie strutture sanitarie distribuite nella città di Juba. Molte persone con disabilità hanno avuto la possibilità di spostarsi in base alle proprie esigenze nonostante l'aumento insostenibile dei costi di trasporto.

Finora sono stati indirizzati 77 pazienti.

L'attività di sensibilizzazione contro lo stigma è stata sin dall'inizio molto intensa. Grazie al supporto di JSUVIP (Jubek State Union of Visually Impaired Persons) è stato prodotto un documento scritto, poi tradotto in Braille. È una breve discussione sulle conseguenze dello stigma nelle persone con qualsiasi tipo di disabilità o patologia, incluso il COVID19.

Il testo è stato stampato in diverse copie e distribuito tra i membri non vedenti della comunità di Juba. Inoltre, il testo è servito come riferimento durante le trasmissioni radio.

aggiornamento JUBA 2aggiornamento giugno 2020

Le attività proseguono con adeguata protezione e gestione dei pazienti per quanto riguarda le attività sanitarie, di nutrizione, di riabilitazione, grazie a specifici protocolli interni. Le difficoltà di spostamento dei pazienti hanno permesso l’avvio di attività di sostegno e monitoraggio telefonico per alcuni pazienti. Questa attività di supporto a distanza verrà implementata maggiormente in caso di un peggioramento della situazione. Inoltre specifiche azioni e programmi di emergenza legate al COVID sono in fase di preparazione, con il supporto di alcuni donatori (CBM, Cooperazione Svizzera,...) e rivolte alle persone con disabilità e ai gruppi più vulnerabili, per un supporto (kit alimentari, materiale per l’igiene ecc.) anche durante un futuro lockdown. 

PERSONALE IMPIEGATO 
Numero operatori coinvolti   135  

Ci scrivono da Juba:

Con l'emergenza COVID-19 tutti gli spazi del nostro Compound di Usratuna sono stati ripensati per l'avvio di adeguate misure protettive.

Gli spazi esterni del Dispensario sono stati utilizzati per fare il triage e mantenere le distanze di sicurezza tra i pazienti. Lo staff ci ha aiutato molto in questa fase così incerta nel trovare una soluzione il più fluida possibile.

Momenti specifici di formazione del personale sulle misure di sicurezza, sull'utilizzo delle mascherine e sulle procedure da seguire sono organizzati regolarmente, per permettere un costante aggiornamento e una continua sollecitazione al rispetto delle regole.

Anche il settore nutrizione si è adeguato, prevedendo momenti di educazione e sensibilizzazione alle giovani mamme.

Il Centro di Riabilitazione continua ad accogliere i piccoli pazienti e anche in questo caso si sono riorganizzati gli spazi per riuscire a garantire un'adeguata accoglienza e offerta dei nostri servizi in sicurezza.

Lavaggio mani, distanza sociale, misure di protezione, sono parole che qui a Juba, come in Italia, sono diventate parte della vita e del lavoro di tutti noi.

Il saluto con la stretta di mano - così comune e quotidiano, che pareva imprescindibile - è stato sostituito da sorrisi o da bizzarri movimenti, che permettono di mantenere una ritualità importante, soprattutto la mattina.

Questi cambiamenti, possibili anche grazie ad una logistica pronta e preparata, hanno messo in luce quanto sia importante il lavoro di squadra e la collaborazione di tutto lo staff. 

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